(Pig-mented) Esther’s bread, il pane di Esther the wonder pig

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Chi avesse avuto modo di leggere la sezione del blog in cui vi racconto la mia passione per gli animali e i gruppi o le associazioni che sostengo e che mi ispirano per il loro impegno, avrà visto che sono una strenua supporter di Esther the wonder pig, la simpatica maialona canadese, i suoi due papà e la sua grande famiglia di animali recuperati da situazioni difficili o salvati da morte certa. Dedico idealmente a lei questo pane rosa com’è lei, perché come lei è bello e buono e fa bene al cuore! Se conoscerete Esther vi innamorerete perdutamente: è anche grazie a lei e alla sua storia che mi sono decisa dopo un po’ di riflessioni a non mangiare più carne.

Per fare questa pig-mentata (:D ) pagnottona, vi servono:

  • 300 g farina intergrale
  • 200 g farina tipo 1 (o 2)
  • 9 g (2 cucchiaini) di lievito di birra secco
  • un cucchiaino di malto d’orzo in polvere
  • 25 g d’olio evo (extravergine d’oliva)
  • circa 300 g d’acqua tiepida
  • 10 g di sale
  • qualche cucchiaio di estratto di barbabietola (o il sughetto della barbabietola che resta nelle confezioni, se prendete quelle sottovuoto già bollite, bio)

Nell’impastratrice o in una terrina mescolate le due farine col lievito di birra e il malto, quindi aggiungete l’olio e mescolate qualche cucchiaio di estratto o sughetto di barbabietola nell’acqua tiepida. Cominciate ad aggiungerla alle polveri e a impastare, a mano o con l’impastatrice, appunto. Controllate che il colore rosa sia della tonalità che vi piace e aggiungete se serve ulteriore sughetto di barbabietola per aumentare l’intensità: OCCHIIO CON L’ACQUA: a seconda di quanto “beve” la farina potreste averne bisogno di più o meno, quindi mettetela progressivamente e controllate che vi riesca un impasto bello umido ed elastico, senza essere eccessivamente appiccicoso. Alla fine e solo alla fine aggiungete il sale e impastate ancora finché sarà ben assorbito.

Infarinate una terrina, date la forma di una palla al vostro bell’impasto rosa e adagiatelo al centro. Copritelo con un panno umido e lasciatelo riposare almeno 2 ore e mezza (finché avrà raddoppiato il volume, quindi anche di più se volete) in un luogo tiepido e senza corrente, ideale nel forno spento con la luce accesa. Quindi, passato il tempo di lievitazione, recuperatelo, rovesciatelo sul piano di lavoro leggermente infarinato, premete con delicatezza l’aria e sempre con delicatezza rilavoratelo un po’ per dargli la forma che preferite. Io ho scelto quella semplice “a cassetta”, perciò ho foderato uno stampo da plumcake con la carta forno e ho adagiato il mio parallelepipedo di impasto nello stampo.

Lasciatelo riposare nello stampo per un’altra oretta, per permettergli di rielivitare di nuovo, quindi accendete il forno a 200° e infornatelo per una ventina di minuti, finché sarà bello gonfio e avrà formato una crosticina croccante e dorata in superficie.

***

 

 

 

 

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