Verze con quenelle di lenticchie e polvere di mais

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Quando-amo-le-verze. Dalla mia “spacciatrice” di verdura di fiducia (Favolorto di Colloredo di Monte Albano), l’altro giorno, ne avevano di prodigiose, piccole ma saporitissime, così ci siamo messi all’opera per un bel piattone soddisfacente. Oltre alle verze abbiamo preparato delle polpettine di lenticchie, formate a quenelle usando due bei cucchiai. Se non sapete fare le quenelle, fate pure delle palline oppure ancora servitevi del “fa-palle” del gelato, che vi torna utilissimo per fare questa operazione e dare una forma simile. Se volete provare, è comunque facilissimo, basta prendere la mano e dotarsi di due cucchiai. Così. 🙂

Ah, by the way: questo piatto è gluten free, senza frumento, senza latticini e quindi vegano (se non optate per la soluzione grana al posto del lievito alimentare in scaglie e allora diventa un piatto vegetariano).

Dosi:
– Con queste dosi ne fate molte, di quenelle, circa una ventina, poi impiattatene quante ne volete – potete anche mangiarle a parte o in un altro momento.
– La quantità di verza pure a vostra discrezione, ma con queste dosi ne avete per almeno 4 persone

Ingredienti:

  • 1 verza grande o 2 verze piccole
  • 1 carota
  • sale, pepe, timo, olio evo

quindi

  • 500 g di lenticchie circa
  • 5-6 cucchiai di lievito alimentare in scaglie (chi vuole può usare il grana)
  • 3 cucchiai di sesamo (nero è più bello da vedere, anche se resta all’interno)
  • 2 cucchiai salsa di soia
  • curcuma, curry, zenzero, pepe
  • sale solo per aggiustare se serve
  • olio evo 2 cucchiai
  • acqua pochissima alla volta per rendere più cremoso l’impasto
  • farina di mais (qualche cucchiaio) per “impanare”

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Pulite la carota e tagliatela a cubettini di circa 1-2 cm di lato. Mondate le verze e tagliatele a striscioline abbastanza sottili (eliminate solo il culetto più duro). Scaldate un po’ d’olio in una padella o in una pentola ampia ma non troppo alta e quando l’olio è caldo tuffateci i cubetti di carota, come se fosse un piccolo soffritto. Dopo 1 minuto aggiungete la verza e mescolate a fuoco medio, aggiungendo un paio di bicchieri d’acqua. Tappate con un coperchio e lasciate andare con il fuoco al minimo.

Controllate ripetutamente: non devono restare troppo umide, ma nemmeno troppo asciutte, devono cuocere finché sono belle tenere e vi serve una buona mezzora, di tanto in tanto aggiungendo un po’ d’acqua se vi sembrano troppo asciutte.

Nel frattempo prepariamo le lenticchie: se usate quelle in lattina, basta sciacquarle. Se usate quelle secche, sciacquatele bene, scolatele e mettetele in pentola coperte di acqua per poco più del doppio. Cuocete per mezzora circa, finché saranno tenere e tutta l’acqua si sarà asciugata, a portando a ebollizione e poi abbassando la fiamma al minimo. Dovrebbe asciugarsi quasi tutta l’acqua.

Se non si è asciugata, quando si sono intiepidite scolatele grossolanamente e trasferitele nel tritatutto. Aggiungete il lievito alimentare o il grana, il sesamo, la salsa di soia, tutte le spezie, l’olio e cominciate a frullare. Se vedete che l’impasto è troppo duro e non si amalgama, aggiungete acqua, ma poco alla volta: NON deve diventare una vera e propria crema, deve essere molto denso e compatto e il sesamo lascerà croccantezza quando si addenta la quenelle.

A questo punto assaggiate e aggiustate di sale.

Accendete il forno a 200°.

Preparate una teglia coperta di carta forno e tenetevela vicina. Preparate un piatto ricoperto da uno strato di farina di mais, quindi cominciate a dare forma alle vostre quenelle usando i cucchiai (o le mani o il “fa-palle” se optate per Piano B) e ogni volta che una è pronta rotolatela delicatamente nella farina di mais, prima di disporla sulla teglia.

Quando le avete preparate tutte, versateci sopra un po’ d’olio, leggerissimo, e sale e infornate per una decina di minuti. Chi preferisce, può anche friggerle in pentola, ma al forno vengono ovviamente più leggere.

A questo punto riscaldate la vostra verza e disponetela al centro di ciascun piatto. Appoggiateci sopra le quenelle e servite, se volete aggiungendo un’ulteriore spolverata di sesamo nero.

Spettacolo!

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***

Le quenelle mi fanno sempre pensare a degli ovetti e la prima associazione che mi è venuta sono gli ovetti di piccione. Tradotto in balletto “The two pigeons” uno dei grandi classici della produzione di sir Frederick Ashton, creato per il Royal Ballet in tour nel 1961. È una storia d’amore e sentimenti e in realtà i due piccioni ne sono solo l’ispirazione e il pretesto. Qui vi propongo una prova, ovviamente firmata Royal Ballet, così potete perdervi nella coreografia e nelle indicazioni di un maestro ripetitore ashtoniano d’eccellenza come Christopher Carr. 

 

 

 

 

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