Mini cheesecake di yogurt al limone con gelée fragole e vaniglia

cheesecake limone cencecicin 04Quanto mi piace il (o la?) cheescake! Eccovene una versione forse un po’ più leggera, quasi vegana, comunque strepitosa. Vi scrivo le proporzioni per 8 vasetti.

Base:

  • 200 g di biscotti integrali (se volete vegani) alla cannella (sennò aggiungete la cannella in polvere)
  • olio di cocco 4 cucchiai

Crema “cheese”

  • 500 g di Yogurt al limone (io questa volta ho scelto Vipiteno, ma va benissimo anche quello di soia al limone o di cocco sempre al limone)
  • 200 g di panna vegetale da montare (io ne ho usata una di soia)
  • 100 ml di latte di soia
  • 1 cucchiaino di agar agar
  • scorza di limone grattugiata

Gelée alla fragola

  • 500 g di fragole (circa)
  • 50-70 g di zucchero integrale di canna
  • 1 cucchiaino di agar agar
  • 1 bacca di vaniglia

Strumenti:

  • frullatore a immersione per frullare le fragole
  • frullatore a immersione con frusta per montare la panna
  • tritatutto per tritare i biscotti
  • 8 vasetti da marmellata o vasetti trasparenti
  • facoltativo ma utile: pestello per uniformare la base biscotto nei vasetti

Pronti? Via!

ceheesecake limone cencecicin 01

Prendete il tritatutto e buttateci dentro i biscotti e l’olio di cocco. Triturate tutto per bene, quindi con un cucchiaino distribuite sul fondo dei vasetti (ci vanno circa un paio di cucchiaini per vasetto, ma aggiungetene pure di più se vi avanza). Battete bene con un pestello o con il dorso di un cucchiaio la base e, quando è bella compatta, via in freezer a solidificare.

Intanto preparate la crema.

In una terrina versate lo yogurt al limone. Montate a neve la panna e aggiungetela delicatamente allo yogurt, incorporandola con delicatezza. Quindi fate sobbollire dolcemente il latte e aggiungeteci un cucchiaino di agar agar. Fate sobbolire per 3 minuti circa e poi versate sulla crema e mescolate per amalgamare.

Estraete i vasetti dal freezer e versate la crema di yogurt in tutti i vasetti: vi consiglio di trasferirla in un contenitore con beccuccio, così potete versarla con facilità senza sporcare i bordi dei vasetti. E via i vasetti, questa volta in frigo!

cheesecake limone cencecicin 07Preparate ora la gelée di fragole. Lavatele togliete i piccioli, lasciatene fuori 8 che vi serviranno per decorazione, quindi frullate tutte le altre con un frullatore. Versate la purea di fragole in un padellino (sempre con beccuccio, vi tornerà pratico poi) e accendete la fiamma, lasciandola bassa. Aggiungete la vaniglia, che avrete estratto incidendo la bacca a metà, quindi la bacca stessa, poi lo zucchero e l’agar agar. Mescolate bene. Lasciate che vada a bollore e fate bollire dolcemente ancora per cinque minuti. Spegnete la fiamma e fate leggermente intiepidire mescolando di tanto in tanto (non deve raffreddarsi perché altrimenti si gelatinizza e prende la forma del padellino: se per sbaglio vi distraete e succede, no worries: riscaldate mescolando e vedrete che si riscioglie).

Estraete i vostri vasetti, togliete la bacca della vaniglia e versate in ciascun vasetto la crema di fragole, che diverrà gelée. Lasciate raffreddare a temperatura ambiente. Quando sarà quasi fredda, inserite una fragolina per ciascun vasetto, chiudete con i coperchi e rimettete in frigo. Vi consiglio di lasciare le cheesecake in frigo per almeno un paio d’ore prima di mangiarle.

Sono spa-zia-li!

***

Vi abbino un grande classico, che ha dolcezza insieme a forte personalità: un pas de deux da Le Corsaire, in versione davvero deluxe. Ossia con due delle superstar del balletto sovietico anni ’60 e ’70, Kaleria Fedicheva e il mitologico Yuri Solovev. Entrambi hanno vissuto storie personali molto forti. Fedicheva, molto influente politicamente per gran parte della sua esistenza, con una vita emotiva travagliata, si sposò con l’insegnante di balletto americano Martin Friedman, mentre era di stanza in Urss, ma le fu dapprima negato il passaporto, quindi fu picchiata fuori dalla sua abitazione e infine le fu rilasciato il permesso di espatriare con il figlio Ivan, dopo lo scandalo che la notizia dell’aggressione suscitò (qui un articolo del New York Times del 1975, di quando Fedicheva arrivò a Roma dopo la partenza dall’Urss). Solovev era il danzatore che volava, letteralmente, e difatti era chiamato “Yuri il cosmonauta”: non si era mai vista un’elevazione così morbida, incredibilmente intensa ed elegante, prima. E anche poi, se ne videro ben poche. Fu un’icona del balletto sovietico, interprete di tutti i grandi ruoli, con personalità più incline a quelli lirici ma tecnica e virtuosismi incredibilmente perfetti per quelli di maggior carattere. Soloviev fu anche il compagno di stanza di Nureyev a Parigi fino alla notte prima del romanzesco “salto all’Ovest” di Rudik, fu di carattere riservato e schivo e morì solo nella sua dacia, a soli 37 anni, nel 1977 (è stato considerato un suicidio).

Entrambi, Fedicheva e Solovev, ebbero temperamenti molto diversi ma furono ugualmente adorati tanto dal pubblico di casa, a Leningrado, quanto da quello internazionale – acclamatissimi nei tour a cui poterono partecipare in quei tempi difficili.

Godeteveli, perché sono unici.

 

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