Verdure estive spadellate con tempeh marinato al pomodoro

verdure tempeh cencecicin 05

Insomma, mi è passata sotto il naso questa ricetta goduriosa di Vegolosi e come al solito mi ha ispirato una nuova “creatura”! 🙂 Una bella padellona di melanzane e zucchine, profumatissime e saporite con olive e capperi, e “proteinizzate” da fettine di tempeh marinato. Cos’è il tempeh? Qui una bella spiegazione. In sintesi, vi dico che è un prodotto derivato dalla soia che, a differenza di tofu e seitan di cui non sono affatto appassionata, secondo me ha una consistenza migliore e pure un sapore migliore, che richiama un po’ quello del mais. È molto versatile e vi darà un buon apporto proteico. Si trova ormai facilmente anche nei negozi “non bio”. Per esempio, quello che ho usato io si trova nel banco frigo all’Eurospar.

verdure tempeh cencecicin 01

Per una bella padellata, da mangiare in quanti si vuole a seconda della fame e dell’uso (piatto unico? secondo? contorno? va tutto bene)

Ingredienti:

  • 3-4 melanzane medio-piccole
  • 3-4 zucchine medio-piccole
  • 1 manciata abbondante di pomodori datterini o ciliegini
  • 2 cucchiai di olive denocciolate (a me piacciono molto le taggiasche)
  • una manciata di capperi (ne ho trovati ottimi, sotto sale, di Pantelleria)
  • un paio di cucchiai di concentrato di pomodoro
  • un cucchiaio di senape
  • 150 g tempeh circa
  • cipolla per il soffritto (facoltativa, io non l’ho usata)
  • sale, pepe, olio evo, timo, menta, prezzemolo, basilico fresco

verdure tempeh cencecicin 02Cominciate mettendo a marinare per almeno mezzoretta il tempeh: prima tagliate il tempeh a fettine abbastanza sottili (lato di meno di 1 cm), quindi a parte miscelate per bene un cucchiaio abbondante di concentrato di pomodoro, olio, timo, basilico fresco, sale e pepe e metteteci “a mollo” le fettine di tempeh. Non serve tantissimo olio, ma comunque assicuratevi che ogni fettina di tempeh sia ben avvolta dalla marinatura.

Tagliate a dadini di un paio di cm di lato le melanzane e le zucchine.

Scaldate quindi un po’ d’olio in una padella capiente da sugo (tipo wok va benissimo) e, se volete, tuffateci dentro un po’ di cipolla tritata (io non l’ho messa). Quindi cominciate cuocendo le zucchine e, dopo circa 5 minuti, aggiungeteci le zucchine. Continuate a cuocere a fuoco medio-basso per altro 10 minuti. Tagliate a metà o in quarti i pomodorini e quindi tuffateli in padella, dopo 5 minuti aggiungete le olive e i capperi (che avrete preventivamente sciacquato e scolato scrupolosamente, per togliere tutto il sale in cui sono immersi), infine le fettine di tempeh. Mescolate con delicatezza e infine aggiungete sciogliete nel sugo un cucchiaio di pomodoro concentrato e un cucchiaio raso di senape. Finite di cuocere per altri 5-7 minuti e sarà pronto, deliziosissimo, profumato di mare e di Mediterraneo, con il sapore speciale del tempeh a rendere tutto ancora più particolare e goloso.

***

Un abbinamento che mi scatta facile in testa, con tutti questi profumi e sapori inebrianti d’Italia e di mare, è Mediterranea di Mauro Bigonzetti, una delle firme coreografiche italiane più conosciute nel mondo, freelance di successo con approdi più o meno temporanei nei maggiori teatri internazionali (ultimo alla Scala, per circa 8 mesi, finito dicono i giornali, per dissidi tra direttore e corpo di ballo, soprattutto sulla programmazione). Mediterranea, fatto di pezzi d’assieme, duetti e piccoli gruppi che si sciolgono continuamente in nuovi ensemble e nuovi sapori musicali e coreografici, è una riflessione sulla cultura e sulle culture del Mare Nostrum, pensato per il Balletto di Toscana nei primi anni ’90 (qui ve ne parla la sempre interessante Silvia Poletti) e ripensato per la Scala nel 2008, di cui qui vi propongo un estratto (e qui potete leggervi alcune delle principali recensioni). Ho scelto il passo a due in rosso, caldissimo, potente, iberico nella voce e nel temperamento e insieme essenziale nei toni, nel disegno stilistico e nei costumi, in cui Bigonzetti ha innestato un particolare “strumento”: una cintura, che cinge la vita della danzatrice, con grandi e forti asole in grado di diventare maniglie con cui il partner costruisce prese e sollevamenti inaspettati, scosse e scatti contrappunto di una danza che è corpo di emozioni violente e dolorose. Seguite il filo consigliato da YouTube per visionare gli altri pas de deux e d’insieme di cui si compone questa intensa coreografia, che ha me piace molto.

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