Edamame saltati e crema di zucchine e zenzero

Fagioli edamame e pomodori rossi, tanto vi basta. Con questo ho accompagnato il mio “gelato” di cannellini. E con una crema di zucchine allo zenzero morbida e leggerissima.

È un piatto con tante proteine, in più è senza farinacei, senza frumento, senza latticini, vegano e glutenfree.

Cominciamo? Dai!

Edamame cencecicin 01

Per 2 persone

  • 1 confezione di fagioli edamame (io avevo questi del Carrefour)
  • 250 g circa di pomodori datterini
  • olio evo, sale, pepe, origano, timo, peperoncino
  • 2 zucchine medie
  • un cubetto di zenzero di circa 3 cm di lato
  • una manciata di foglie di basilico
  • olio, sale, pepe

Strumenti

  • padella per sughi
  • frullatore a immersione (e contenitore con i bordi alti per frullare)
  • coppapasta per impiattare (se volete presentarlo come ho fatto io)

Lavo e scolo gli edamame, lavo e taglio i pomodorini in 4 parti. Appoggio una pentola sul fornello a fuoco medio e ci scaldo un po’ d’olio evo. Quando è caldo ci tuffo i pomodori e li lascio andare per 5-7 minuti, quindi ci aggiungo gli edamame e faccio andare per altri 5-7 minuti, aggiungendo verso la fine sale e pepe, origano, timo e poco peperoncino.

Assaggio, aggiusto di sale e metto da parte.

edamame cencecicin 03

Intanto lavo le zucchine e le taglio a cubetti. Pelo e taglio a pezzetti rapidi lo zenzero. Lavo il basilico. Metto tutto in un contenitore alto. Aggiungo olio, sale, pepe e frullo con frullatore a immersione finché avrò ottenuto una crema morbidissima. Aggiusto di sale.

Ho composto il piatto con una mezzaluna di crema e sopra, con il coppapasta, ho formato il mio disco di edamame e pomodorini. Ho spolverizzato tutto con sesamo bianco e nero. E accompagnato al gelato di cannellini. Bontà incredibile!

***

Non che questa ricetta mi ricordi Xander Parish, ma è che è appena stato nominato principal del Mariinsky. Lui, inglese, 31 anni, approdato a San Pietroburgo sette anni fa per un’occasione. Un’occasione in cui, forse, non credeva nemmeno lui fino in fondo, sulle prime, tanto da aver recentemente rivelato che ha tenuto la valigia fatta per le prime tre settimane di permanenza in Russia, ché non si sa mai. Quindi la sfida e infine l’amicizia e il sentirsi in famiglia, in una nuova, prestigiosissima famiglia. Veniva dal Royal Ballet, eh? Mica da casa mia. Però a Londra non aveva ancora trovato lo spazio per crescere. A San Pietroburgo, seguito dal direttore Fateev che l’ha voluto e ha seguito il suo percorso, l’ha invece trovata. Tante le difficoltà – non ultimi la lingua e l’inserimento in una compagnia al 99% russa -, che ha saputo superare con studio “matto” e impegno costante. Il suo fisico meraviglioso, perfetto per la danza, la sua altezza, il suo portamento: tutto quel che serviva per sfondare nel balletto covava di fondo. Ma si sa che per farcela, in questo mondo bellissimo e impossibile, può non essere sufficiente. Tutto il resto è arrivato e ora Parish è nell’Olimpo della danza internazionale. E proprio sull’Olimpo lo vidi, qualche anno fa, non molto dopo il suo arrivo al Mariinsky, quando parte della compagnia venne in tour a Trieste per un “mixed programme”:  il suo ruolo era, neanche a dirlo, Apollo. 😉 

Congratulazioni, Xander Parish (ah, è stato nominato in tournée, a Londra, proprio sul palco da cui è partito: una ulteriore soddisfazione!)

Qui vi regalo una prova di Apollo, con la meravigliosissima Kristina Shapran.

 

 

 

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