Panna cotta al basilico con gelée di pesche bianche (vegan version)

pannacotta basilico cencecicin 03Cominciamo dalla fine dell’aperitivo-cena con le amichette. Ossia dal dolce. Siccome ieri il leitmotiv di tutti i piatti è stato il basilico… e che, ti lascio fuori il dessert? Nossignore! Ecco quindi che ho provato a fare una panna cotta vegana al basilico con una dolce marmellata gelée sopra.

Con queste dosi mi sono venute 5 dosi. Io ho usato i vasetti da conserva, ma potete usare anche gli stampini tradizionali da panna cotta oppure altri bicchierini.

  • 1 confezione di panna di soia (200 g)
  • 1 confezione di panna di cocco (200 g)
  • 100 g di latte di soia
  • 18 g di maizena
  • un cucchiaino raso di agar agar (sciolto prima in poca panna/latte bollente)
  • un pizzico di vaniglia
  • sciroppo d’agave (finché è dolce quanto ritenete voi)
  • una ventina di foglie di basilico tritate finemente

Per la gelée:

  • 2-3 pesche bianche
  • 2 cucchiai di zucchero di canna (o altro dolcificante a vostro gusto)
  • mezzo bicchierino d’acqua
  • 1 cucchiaino raso di agar agar sciolto in pochissima acqua bollente

Per decorare:

  • 1 foglia di basilico per ciascun bicchierino

 

Frullate o tritate finemente il basilico. In un pentolino con il “becco” versate la maizena e cominciate a scioglierla nei 100 ml di latte di soia. Togliete bene eventuali grumi con la frusta e quindi aggiungete le 2 panne e e amalgamate bene. Aggiungete la vaniglia e lo sciroppo d’agave e mettete sul fornello a fuoco basso, mescolando di tanto in tanto. Quando la crema sarà calda, prima del bollore, versatene un goccio in un bicchierino e scioglieteci dentro l’agar agar. Quindi riversate la pappetta di panna e agar agar nel pentolino con tutto il resto. A questo punto aggiungete il basilico alla panna e portate a ebollizione continuando a mescolare con la frusta. Fatela bollire per un paio di minuti – si addenserà in fretta, quindi toglietela dai fornelli e versatela in parti uguali dentro i vostri vasetti.

Fate raffreddare.

pannacotta basilico cencecicin 05

Intanto preparate la marmellata gelée, sbucciando le pesche e tagliandole in quarti, poi a dadini abbastanza regolari. Versate tutto nel pentolino, unite lo zucchero e portate a ebollizione a fuoco basso. Aggiungete mezzo bicchierino d’acqua e fate andare, in modo che si asciughi lentamente. Fate andare la marmellata per circa 15 minuti, mescolando di tanto in tanto.

(Quando sono passati 10 minuti, mettete in freezer le creme, che così si compatteranno più rapidamente. Lasciatele in freezer 5 minuti e poi toglietele).

Quindi sciogliete l’agar agar in pochissima acqua bollente e aggiungetelo alla frutta nel padellino. Fate andare per un altro paio di minuti.

Togliete dal freezer le creme e versate un cucchiaino di marmellata sopra ciascuna crema. Distribuitela bene in superficie e lasciate freddare bene per qualche minuto. Quindi conservate le creme in frigo fino a 10 minuti prima di mangiarle. Copritele dopo mezzoretta che sono in frigo, dove devono starci almeno 4-5 ore.

Prima di servire, decorate in superficie con una fogliolina di basilico per ciascun vasetto.

panna cotta basilico cencecicin copertina.PNG

 

 

***

La panna cotta è un classicone intramontabile, ma in questa versione con il basilico ci nasconde qualcosa di sorprendente e inatteso. E buonissimo. Perciò vi propongo in abbinata Rossini Pas de deux, con la mitica ex-coppia OsipovaVasiliev, all’inizio della loro carriera da star. Più classico di Rossini, conosciamo? Difficile. Se però vi aspettate un pas de deux superaccademico, sbagliate di grosso. Perché Leonid Jacobson ci ha messo tutto il suo estro, creando un intreccio coreografico dolcissimo e leggero ma insieme complicatissimo, davvero molto, molto difficile. Inutile dire che ci vogliono due fuoriclasse così per renderlo al meglio. È una delle Miniature coreografiche più deliziose, create nel 1938 da questo talento molto discusso – e a lungo bistrattato dall’establishment ballettistico sovietico per la sua portata innovativa. Miniature coreografiche è anche il nome della compagnia che Jacobson fondò nel ’69 a Leningrado.

 

 

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