Tutù cremoso limone, mirtilli e cioccolato bianco

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È il dolce ideale per vincere ogni calura, ma vi consiglio di “uscirlo” dal frigo solo quando dovete mangiarlo, con queste temperature.

Non vi serve il forno e userete i fornelli solo per preparare la marmellata (se non decidete di comprarla) e sciogliere a bagnomaria il cioccolato (se non lo buttate in microonde).

Dunque, partiamo sempre dalla base:

  • 18 biscotti vegan integrali al cocco (voi usate pure quelli che più vi piacciono, io ho usato quelli che vedete nelle foto qui sotto)
  • olio di cocco: 5-6 cucchiai

Per la crema:

  • 200 g di anacardi non salati (messi a bagno 2 ore in acqua bollente o 6-8 ore in acqua a temperatura ambiente)
  • 1 pizzico di sale
  • 1 lattina di latte di cocco: quello full fat, nella latta da 400 ml, che va messo in frigo almeno per 1 notte affinché faccia affiorare la panna
  • succo di 3 limoni
  • scorza in 1 limone
  • dolcificante liquido: io ho usato sciroppo d’agave finché era sufficientemente dolce
  • 1 cucchiaino di agar-agar sciolto in pochissima acqua bollente

Per la marmellata (se non volete comprarne una buona):

  • due confezioni di mirtilli (300 g circa)
  • 1 mela
  • agar-agar, un cucchiaino
  • zucchero quanto basta per addolcirlo, se serve

Per decorare:

  • cioccolato bianco (vegano, se volete): 1 tavoletta
  • mirtilli e lamponi

Strumenti:

  • una tortiera media o piccola (se preferite una torta con più spessore) con cerniera
  • carta forno
  • biberon da pasticceria per la decorazione (o sac à poche con beccuccio piccolo)
  • frullatore (va meglio per la crema) e tritatutto (va meglio per la base)
  • frullatore a immersione per la marmellata

Per prima cosa, la sera prima ricordatevi di mettere in frigo il latte di cocco e di mettere a mollo gli anacardi – altrimenti devono stare almeno 2 ore in acqua bollente, se li ammollate il giorno stesso della preparazione.

E ora cominciamo!

Nel tritatutto tritate i biscotti finemente e a mano a mano versate a filo l’olio di cocco. Quando è tutto sminuzzato e bello unto ci siamo.

Prendete la vostra tortiera, ungetela spennelandola con poco olio di cocco e, se volete, foderatela di carta forno in due mosse: un cerchio per la base e una fascia (o due unite) per il contorno. Sarà poi più facile sformare la torta, senza che rischi di aderire troppo alla parete.

Versate sul fondo il vostro sbrisolone di biscotti e compattate per bene, con il cucchiaio ma anche con le dita e le nocche. Mettete in freezer e intanto preparate la crema di anacardi.

Scolate e risciacquate gli anacardi,  depositateli nel frullatore. Grattugiate la scorza di un limone e versatela sugli anacardi. Spremete i limoni e versate il succo di limone sugli anacardi. Quindi prelevate dal frigo la lattina di latte di cocco e, quando la aprirete, vedrete che la parte pannosa sarà salita in superficie. Estraete solo quella, lasciando l’acqua di cocco nella lattina – quella potete berla a parte o usarla per vitaminizzare naturalmente smoothies o centrifughe. Versate la panna di cocco sugli anacardi e versate pure il vostro dolcificante liquido (cominciate con 2-3 cucchiai, se non vi basta, aggiungetene a vostro piacimento). Frullate tutto finché avrete ottenuto una crema sofficissima e compatta. A questo punto sciogliete il cucchiaino di agaragar in pochissima acqua bollente e versate questa pappetta nel frullatore, sulla crema di anacardi. Frullate ancora per qualche secondo per amalgamare tutto, quindi prelevate la tortiera dal freezer e versate la crema di anacardi sulla base di biscotti. Via in freezer di nuovo.

Preparate la marmellata lavando la frutta, pelando la mela e riducendola a cubettini e versando tutto in un padellino antiaderente sul fuoco bassissimo. Aggiungete un paio di cucchiai di zucchero o del vostro dolcificante preferito e fate cuocere per mezzoretta. Assaggiate e regolate di zucchero. A circa metà frullate con un frullatore a immersione e quindi lasciate andare a fuoco lento finché il liquido in eccesso si asciuga. Quindi nuovamente prendete un cucchiaino di agar-agar e scioglietelo, all’interno di un bicchierino, in pochissima acqua bollente. Aggiungete la pappetta alla marmellata e fate andare ancora per circa 5 minuti.

Togliete la marmellata da fuoco e lasciate che si raffreddi un po’, mescolando con costanza. Quando si è un po’ raffreddata (ma non lasciatela raffreddare completamente, altrimenti si gelatinizza nel pentolino), prelevate la torta e ricopritela di marmellata. Fate freddare per qualche minuto e poi via tutto in freezer per 15 minuti e poi passatela in frigo.

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Per la decorazione: io preferisco farla all’ultimo momento. In questo caso ho usato il cioccolato bianco, l’ho fatto sciogliere a bagnomaria e l’ho versato in un biberon da pasticceria con il beccuccio piccolo. Sulla superficie della torta ho adagiato lamponi e mirtilli freschi al centro, facendo 5 cerchi concentrici e quindi ho disegnato le strisce di cioccolato versandolo a raggiera su tutta la superficie, dal centro all’esterno e ritorno. Con il cioccolato avanzato ho versato una striscia uniforme su una fascetta di carta forno, l’ho ricoperta con un’altra fascia di carta forno e l’ho stesa col mattarello. Quindi ho arrotolato leggermente la doppia carta, l’ho pinzata con una molletta e, così rotonda, l’ho piazzata in freezer. Prima di servire la torta, estraete il tubo di cioccolato: le due carteforno verranno via senza problemi. Adagiate il tubo al centro della torta e riempitelo di frutti di bosco freschi.

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***

Nei giorni scorsi il Bolshoi ha improvvisamente tolto dal cartellone lo spettacolo di Possokov dedicato alla vita di Nureyev e dal titolo omonimo, con gran sorpresa, sconcerto e disperazione a partire dai danzatori stessi, che avrebbero dovuto esserne protagonisti. Scrivendo “Nureyev Bolshoi” su Google troviamo la pagina dello spettacolo, con uno snaphot di ciò che c’era scritto. Eccolo qui sotto ⇓⇓⇓⇓nureyev

Poi, però, cliccando sul link, non ne resta più nulla. Sostituito dall’ennesimo Don Chisciotte, che ci sta sempre bene, anche come rimpiazzo. Pare di sentir raccontare Maya Plisetskaya, quando nel suo libro rivela che all’ultimo secondo fu chiamata a danzare Il Lago dei Cigni di fronte a Mao, quando prima era stato programmato The red poppy (ballettone sovietico scelto per l’occasione, pensando di fare un omaggio al compagno dell’est e invece sfiorando l’incidente diplomatico per i contenuti dell’opera, poco consoni per la morale e la legge cinese sui “narcotici”).

Spezzano il cuore i post sulle pagine Facebook e Instagram di tre dei principali danzatori, da Lantratov e Alexandrova a Ovcharenko, il bellissimo danzatore che ha anche interpretato Nureyev nel prezioso documentario BBC “Dance to freedom” (di cui qui è disponibile il trailer). Stanno cominciando a uscire articoli della stampa internazionale sulla vicenda: preoccupante se fosse, come paventano molti, l’ennesima censura che il mondo artistico russo subisce, dagli zar ai soviet a oggi.

Nessuna spiegazione è stata resa ufficialmente, ma oggi, appunto, lunedì, è programmata una conferenza stampa al Bolshoi per commentare l’accaduto.

Mentre aspettiamo da lontano, godiamoci la grandezza di Rudolf Nureyev, un un uomo che è stato genio, unicità, talento. Carismatico e immortale simbolo della danza, che alle censure ha risposto ballando la sua libertà come nessun altro al mondo.

Vai, Rudy!

*Aggiornamento arrivato e pare che alla base della cancellazione ci sia l’omosessualità di Nureyev. Uno scandalo nello scandalo per il Paese che cancella le differenze con la forza.

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