Cake cremoso cocco and the berries

torta cocco cioccolato mirtilli e fragole cencecicin.com 03

Con questa torta festeggio una delle più grandi ballerine di questi tempi, che oggi darà l’addio alle scene: Zenaida Yanowsky. Poi, più sotto, ve ne parlo. Intanto la ricetta di questa no-cheese cake, un nuovo esperimento che sfrutta la presenza di deliziosi frutti di bosco – e non solo.

Per questa torta non vi serve il forno. È semi-raw: l’unica cosa che ho cotto è stato lo strato superiore di “marmellata” di frutta. È anche senza farine e senza glutine se usate il grano saraceno soffiato per la base. È una goduria totale, fresca e golosa insieme.

Vi basta una tortiera con cerniera piccola (sui 15 cm di diametro) anche se siete in 8, perché la torta è molto nutriente e spessa e vi basteranno piccole fettine.

Per la base:

  • 7 datteri medjool
  • 150 g di nocciole
  • 2 cucchiai di cacao amaro
  • 2 cucchiai di olio di cocco
  • 1 cucchiaio di amaranto soffiato (facoltativo e sostituibile con due biscotti secchi o grano saraceno soffiato se non volete/potete mangiare glutine)

Per la crema:

  • 150 g di anacardi
  • 1 pizzico di sale
  • una lattina di latte di cocco
  • scorza di un limone
  • dolcificante, meglio liquido, tipo sciroppo d’acero/d’agave: almeno 2 cucchiaini
  • cocco in scaglie: 2 cucchiai
  • 1 baccello di vaniglia
  • 1 cucchiaino di agar agar sciolto in acqua bollente
  • un paio di cucchiaiate di gocce di cioccolato

Per lo strato superiore:

  • una ventina di fragole
  • 1 mela
  • 2 cucchiai di semi di chia
  • un paio di cucchiai di zucchero o altro dolcificante

Per guarnire: 

  • una confezione di mirtilli (150 g circa)
  • alcune fragole
  • 70 g circa di cioccolato fondente da sciogliere e inserire in un biberon da pasticceria per i ghirigori
  • alcune “palline” realizzate con l’eccesso di impasto per la base della torta

Cominciamo!

Mettete a mollo gli anacardi in acqua per almeno 5-6 ore (se non 8) oppure almeno 2 usando acqua bollente. Mettete la lattina di latte di cocco in frigo per lo stesso tempo.

Passato questo tempo, cominciamo a preparare la torta.

La base:

Frullate le nocciole con i biscotti (o amaranto o grano saraceno) e l’olio di cocco. Quindi denocciolate i datteri e aggiungeteli nel tritatutto, assieme al cacao. Frullate finché vi esce un impasto granuloso, appiccicaticcio ma omogeneo (non una crema, vi resta un composto “farinoso”). Ungete una piccola tortiera con cerniera con dell’olio di cocco e, per facilità, poi, nel rimuovere la cerniera, vi consiglio di ritagliare la carta forno in una striscia che andrete a far aderire alla “parete” della tortiera (si appiccicherà bene grazie all’olio di cocco).

Versate il vostro impasto sulla base e lasciatene un po’ da parte per fare le palline. Vi accorgerete che vi avanza comunque, perché altrimenti lo strato di base vi verrebbe troppo alto (è sufficiente da 1-2 cm). Premete bene la base per compattarla, con il dorso di un cucchiaio ma anche con le dita e il pugno, delicatamente, ma con decisione, finché avrete uno strato bello omogeneo. Mettete in frigo (ma anche in freezer, se preferite).

torta cremosa di primavera cencecicin 02Fate le palline lavorandole con le mani rapidamente e appoggiatele su un piattino o in un contenitore. Via in frigo finché decorerete la torta.

Preparate la crema.

Scolate e risciacquate gli anacardi e tritateli fini fini nel tritatutto con un pizzico di sale. Aprite la lattina di latte di cocco e prelevate la panna che si sarà separata dall’acqua e sarà rimasta in superficie (anche se raccogliete un po’ di acqua non fa nulla: il resto dell’acqua tenetelo da parte per farvi un frullato o per berla così, che fa tanto bene). Versate la panna di cocco sugli anacardi, grattugiateci sopra il limone e la vaniglia e aggiungete il dolcificante scelto. Rifrullate tutto per alcuni minuti, amalgamando bene e rendendo tutto morbidoso. Assaggiate per regolare la dolcezza, quindi sciogliete un cucchiaino di agar-agar in acqua bollente (basta poca, basta che formi una cremina semi-liquida), versatelo sulla crema e rifrullate per una ventina di secondi. Quindi aggiungete le vostre gocce di cioccolato e mescolate con un cucchiaio per amalgamarle alla crema.
Estraete la base della torta dal frigo e versateci sopra la crema. Livellatela bene se serve e rimettetela in frigo a compattarsi, per almeno un’oretta.

Nel frattempo preparate la “marmellata”: mondate le fragole e pelate la mela. Mettetele a pezzettini dentro il tritatutto, assieme ai semi di chia e al dolcificante. Frullate per qualche secondo, finché tutto sarà a pezzettini cremosi. Mettete questa cremina di frutta in un pentolino e cuocete a fuoco basso per una ventina di minuti almeno, lasciando che si asciughi bene tutta l’acqua e che diventi bella elastica e gelatinosa.

Lasciatela raffreddare, mescolandola di tanto in tanto.

torta cocco cioccolato mirtilli e fragole cencecicin.com 06Quindi estraete la torta dal frigo e versateci sopra questo strato di frutta, distribuendola uniformemente su tutta la superficie. Via in frigo per almeno 4 ore (o per tutta la notte).

Per decorare la torta, fatelo la mattina dopo, oppure un paio di ore prima di servire la torta.

Prendete fragole e mirtilli e distribuiteli uniformemente sulla superficie. Fate le forme che preferite: io ho scelto di fare una coroncina di fragole e tutto il resto mirtilli. Ho poi aggiunto le famose “palline” nei pertugi, tra una fragola e l’altra.

Quindi ho sciolto il cioccolato a bagnomaria, l’ho versato in un biberon per dolci e ho tempestato la torta di ghirigori di cioccolato. Ghirigori che si solidificano subito, perché li fate sulla torta bella fredda, da rimettete in frigo fino a poco prima di sbafarla.

***

Adesso vi sorbite il pippone, eh? Zenaida Yankowsky, dicevamo.
Mille anni fa, era il 1991, con un gruppo di mie “colleghe” allieve in erba del Piccolo Teatro città di Udine, mi avventurai fino a Londra per partecipare a uno stage estivo di due settimane alla Royal Academy of dancing. Come nella migliore tradizione, italiani e spagnoli sono sempre i primi a fare amicizia, all’estero. E chi ci becchiamo noi, direttamente dalle Canarie? I fratelli Yury e Zenaida Yanowsky, di qualche anno più grandi di noi e già, come immaginerete, stupefacenti. Zenaida si lamentava per il suo collo del piede, non sviluppato come avrebbe voluto, mentre era contenta della schiena flessibile. Già alta 1,73, un fenicottero, già destinata alla gloria, come potevamo intuire vedendola a lezione (ovviamente nel gruppo più avanzato) ma pure solo indossando le mezzepunte, con un carattere mite, per niente vanitoso, divertente, amichevole ed esuberante. E Yury, di cui tutte cademmo istantaneamente innamorate pur consapevoli della sua inarrivabilità. Yury che, nei momenti di buco tra le lezioni, ci raccontava che il suo sogno sarebbe stato danzare al Boston Ballet – e indovinate di che balletto è diventato etoile e ora coreografo? Quando si dice la determinazione – o la predestinazione.

Insomma, due fratelli proprio sfigati, l’avete capito, no? E provenienti da una famiglia altrettanto di sfigati: i genitori, figli se non ricordo male di danzatori russi, dopo una carriera di ballerini professionisti (anche in Italia con Amodio), avevano aperto la loro scuola alle Canarie, dove allevavano pure i figli a tortillas e pirouettes (la terza figlia, all’epoca ancora piccina, è oggi solista al Nederlands Dans Theater e non so se dimentico ancora qualcuno). A Londra abbiamo avuto l’onore di conoscere anche mamma e papà, arrivati giusti giusti per vedere lo spettacolo finale dello stage. Papà che «nunca usa corbata», nunca, nunca, mi ripeteva Zenaida in ascensore, facendomi segni con le mani, finché ho capito che nunca in spagnolo significa mai – e da allora ho sempre questa scena in mente ogni volta che sento dire “nunca“.

L’ultima sera dello stage eravamo liberi. Senza coprifuoco, senza rientro obbligatorio e tutor: per la prima volta la città era tutta per noi. Scortati dai pochi diciottenni, decidemmo di andare in discoteca. E io non ci ero mai stata, prima! Per camuffare la mia età – ci volevano almeno 16 anni, se non ricordo male, ma io ne avevo appena 14 – proprio Zenaida mi pettinò i capelli lunghissimi con la riga in parte e una nuvola di lacca e mi truccò con un rossetto rosso rosso. Perfetto con l’abito in stile charleston, nero, che indossai per l’occasione – e che per il resto della serata mi si impigliò nei bottoni di una decina di frequentatori della discoteca, facendomi piombare in svariate, imbarazzanti ma tutto sommato divertenti situazioni in mezzo alla pista del postaccio sotterraneo in cui finimmo. Un locale di cui non sono mai più riuscita a ricordare il nome nemmeno nelle successive trasferte londinesi, ma di cui ricordo con lucidità l’atmosfera perfettamente britannica: discoteca losca, buia e zozzetta, ma con musica fantastica e con fiumi di alcol che ancora non avevo mai toccato e che non toccai nemmeno quella sera, da brava bambina, già troppo felice per essere riuscita a “ingannare” i buttafuori all’ingresso e a balzare all’interno del locale.

Ricordi, ricordi, ricordi…

Due anni dopo, alla tv passò il Concorso di danza di Stoccolma e… chi ti vediamo? Zenaida! Diciottenne, magnifica. Vincitrice. Poco dopo, la sappiamo al Royal Ballet. Poco dopo ancora… principal, ossia etoile, ossia… che più di così non si può. Ed eccola lì, sul tetto del mondo, dove avevamo solo immaginato vagamente potesse arrivare pochi anni prima, non sapendo nulla della vita e del futuro. Ed eccola ora, dopo 16 anni da etoile, acclamata, ammirata, adorata – sicuramente per il carattere, oltre che per il talento fisico, stilistico, tecnico e le incredibili doti attoriali, splendida nei grandi ruoli del repertorio classico e a mio avviso ancor più entusiasmante in quelli neoclassici e contemporanei. Una stella davvero, che stasera danzerà per l’ultima volta Marguerite and Armand, di Ashton, accompagnata da Roberto Bolle. E saranno lacrime di emozione, anche da quaggiù.

(Ve la propongo in versione Alquibla, variazione contemporanea con cui vinse proprio quel Concorso di Stoccolma, coreografie del suo papi. E poi vi lascio l’inchino di qualche sera fa, la curtain call del suo penultimo Marguerite and Armand. Così, se non riuscite ad andare al Covent Garden e nemmeno al cinema, stasera – qui tutti i “cinemi” in cui trasmetteranno live -, potrete provare un pizzico di brivido nel vederla salutare con tutta la commozione del mondo il suo amato pubblico).

Ladies and gentleman, Zenaida Yanowsky.

 

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2 pensieri riguardo “Cake cremoso cocco and the berries

  1. La vidi anche io proprio al concorso di Stoccolma in Alquibla e ne rimasi folgorata. Splendida ballerina. L’ho rivista nella Regina di Cuori da Alice nel Paese delle Meraviglie e l’ho trovata eccezionale per l’interpretazione impeccabilmente ironica ( complice una regia divertentissima). Super ballerina.

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