Torta cremosa di primavera

Un altro no-cheesecake cremosissimo e con le prime ciliegie, perfetto per il weekend.

Ha solo bisogno di pazienza, perché per il resto è molto facile.

Avrete bisogno di una tortiera con cerniera e farete lavorare molto il vostro robot da cucina/tritatutto.

Per la base:

  • 100 g di datteri medjool
  • 150 g di nocciole
  • 2 cucchiai di amaranto soffiato (o avena, comunque un cereale soffiato di dimensioni minime)
  • 1 cucchiaio raso di olio di cocco
  • 2 cucchiai di cacao amaro

Per la crema:

  • 150 g di anacardi lasciati a mollo per circa 8 ore (o almeno 2 ore in acqua bollente)
  • un pizzico di sale
  • una lattina di latte di cocco
  • sciroppo d’acero o d’agave (un dolcificante liquido) finché è sufficientemente dolce
  • scorza di limone grattugiata
  • un cucchiaino di agar agar sciolto in poca acqua bollente

Per il primo topping:

  • cioccolato fondente 75% (mezza tavoletta)
  • un cucchiaio di dolcificante liquido (sciroppo d’agave o d’acero)
  • olio di cocco
  • un cucchiaio di latte di mandorle (o soia o riso)

Per il secondo topping:

  • Un pugno abbondante di ciliegie denocciolate, 6-7 fragole, 1 mela
  • succo di mezzo limone
  • 2 cucchiai di semi di chia
  • 1 cucchiaino di agar agar sciolto in poca acqua bollente

Cioccolato fondente sciolto a bagnomaria per le decorazioni (facoltative)

Dunque, cominciamo per ordine.

Prima gli anacardi in acqua per 6-8 ore (o almeno 2 in acqua bollente).

Quindi la base.

Denoccioliamo i datteri. Nel tritatutto, tritiamo le nocciole e poi aggiungiamoci datteri, olio di cocco (sciogliamolo in mocroonde qualche secondo o bagnomaria), amaranto e cacao e tritiamo nuovamente tutto finché diventa un impasto omogeneo.

Prendiamo la tortiera bella chiusa e ungiamola con un po’ di olio di cocco. Stendiamo il composto sulla base della tortiera, ma non tutto. Compattiamolo bene sul fondo della tortiera e poi ricaviamo dall’impasto avanzato delle palline che andiamo a posizionare sulla base, nella parte più esterna, schiacciandole un po’ perché si attacchino. Disponiamole a distanza di qualche centimetro una dall’altra, come una specie di corona. Calcoliamo la distanza a seconda di quante palline ci vengono, of course.  Se vi avanzano palline… mettetele in frigo e pappatevele a parte, sono libidinose. Questa cosa è un “di più” ma poi la torta sarà più simpatica da guardare di lato: si vedrà una corona di cerchietti di base (come nella foto qui a fianco) all’interno della crema che andrete a metterci sopra. Inoltre ogni fetta, con questa pallina-sorpresa, sarà ancora più gustosa da mangiare.

Mettiamo in frigo la tortiera e procediamo con la crema.

Laviamo il tritatuttoScoliamo gli anacardi e buttiamoli nel tritatutto con un pizzico di sale: diamo una prima bella frullata. Quindi aggiungiamoci il latte di cocco, facendo attenzione a prendere quasi solo la crema che troviamo in superficie. L’acqua la possiamo bere poi quando ci va o usarla per arricchire uno smoothie: è piena di vitamine!

Insomma, versiamo la parte cremosa del latte di cocco nel tritatutto e la scorza di limone grattugiata finemente. Frulliamo finché otteniamo una crema morbida e omogenea. Aggiungiamoci il dolcificante un cucchiaio alla volta (ve ne bastano un paio, ma comunque fino a che, assaggiando, non ritenete la crema sufficientemente dolce). Infine sciogliamo in pochissima acqua un cucchiaino di agar-agar, fino a che avrà una consistenza cremosa. Versiamo nella crema e mixiamo ancora per qualche secondo affinché si amalgami tutto.

Estraiamo la tortiera dal frigo e versiamo con delicatezza la crema sopra la base e le palline. E via in frigo di nuovo!

Qui consiglio di aspettare un paio d’ore, che la crema di solidifichi, prima di procedere con i topping.

Passato questo tempo, avanti! Sciogliamo a bagnomaria il cioccolato con un cucchiaino di olio di cocco, un cucchiaio di latte di mandorle (o altro latte vegetale) e un cucchiaio di dolcificante. Mescoliamo bene e quando è tutto sciolto e omogeneo togliamolo dal calore e lasciamolo raffreddare qualche minuto, sempre mescolando di tanto in tanto. Estraiamo ora la torta dal frigo e versiamoci sopra il nostro cioccolato, una colata centrale, lasciando che si diffonda su tutta la superficie. Aiutiamoci con il dorso del cucchiaio di legno per livellarlo, se serve. E via in frigo per un’oretta!

Intanto prepariamo l’ultimo strato.

Rilaviamo il tritatutto (e poi basta, giuro!). Laviamo per bene le ciliegie e lasciamone 5-6 per dopo, per la decorazione finale.

Denoccioliamo le altre e buttiamole nel tritatuttoMondiamo le fragole e via nel tritatutto. Peliamo la mela, tagliamola a tocchetti e – indovinate? esatto! – via nel tritatutto. Ora azioniamo il tritatutto per qualche secondo finché la frutta di è amalgamata in una crema. A questo punto facciamo una sorta di marmellata: mettiamo questa crema setosa in una casseruolina con la fiamma al minimo, aggiungiamo il succo di limone, i semi di chia e mescoliamo per bene. Lasciamola sobbollire per una ventina di minuti o comunque finché si asciuga l’acqua in eccesso. A questo punto sciogliamo un altro cucchiaino di agar-agar in poca acqua bollente e versiamolo sulla nostra marmellata. Mescoliamo ancora per una decina di minuti sempre a fuoco basso.

Quando è pronta, spegniamo il fornello e facciamo freddare per qualche minuto, ma sempre mescolando ogni tanto, perché altrimenti l‘agar-agar ci fa rapprendere prima del tempo la gelatina fruttosa.

Quando non è più bollente, estraiamo la torta dal frigo e versiamoci sopra questo strato finale. …E? Via in frigo, sì!

A questo punto, la torta deve stare in frigo almeno 4 ore, ma pure tutta la notte.

Ci manca solo la decorazione, che è ovviamente solo un optional, ma rende tutto più invitante e goloso.

Fondiamo il cioccolato a bagnomaria e versiamolo in un biberon da pasticceria con il beccuccio sottile. Estraiamo la torta dal frigo e prima di aprire la cerniera della tortiera, passiamo un coltello lentissimamente lungo tutto il contorno, fino sotto, per assicurarci che la torta non resti appiccicata al lato della tortiera, rovinandola.

Una volta fatta questa operazione… tiriamo un sospiro di sollievo! 🙂

Piazziamo al centro della torta le ciliegie che avevamo tenuto da parte, con tutto il picciolo, formando una sorta di boschetto. Passiamo ora il biberon da una parte all’altra, formando dei ghirigori di cioccolato, come più ci piacciono, andando ovviamente anche sopra le ciliegie. Io ho segnato anche il contorno con il cioccolato, lasciandolo gocciare lussuriosamente sui fianchi. Se ci avanza del cioccolato possiamo disegnare dei cuoricini o delle palline su un foglio di carta forno e quando si sono freddati completare la decorazione della superficie, a piacere.

E’ lunga, lo so. Ma è facile facile e con un minimo di attenzione si fa un figurone (dovevo finire con la rima!).

***

Per una torta così, ci vuole almeno… almeno una Bayadere. Sono quattro atti meravigliosi, da sogno, lussureggianti, pieni d’amore, invidia, morte e mondo delle Ombre. La Bayadere è un balletto strepitoso, ovviamente firma Petipa, e anche se molto lungo non vi stancherà mai, perché le musiche, di Minkus, sono esaltanti, i costumi sono ricchi e originali, l’ambientazione è opulenta nei primi atti per diventare essenziale e cristallina dell’atto bianco finale, che però è indubbiamente quello che vi farà gioire di più per la precisione matematica del corpo di ballo, per i complessissimi adagio/pas de deux, per le variazioni – alcune delle più note della storia del balletto ottocentesco.

Ve ne propongo due versioni, perché, con 8 ore in ammollo degli anacardi, 4 ore in frigo – se non di più – della torta completa, poi non possiate dire che vi ho lasciato senza colonna sonora. 😉

Una è anni ’80 ed è la famosa versione Kirov del 1977, filmata tipo mentre io nascevo. Con una Gabriela Komleva /Nikia sulla soglia dei quarant’anni ma con una tecnica di ferro e intensa, ammaliante, diva, come solo le ballerine del Kirov di una volta. Con la supertecnica e potente Tatiana Terekhova come Gamzatti e Rejen Abdyev, un Solor d’altri tempi. Vedrete una grande, grande danza. E un corpo di ballo da urlo.

Poi vi propongo qualcosa di più attuale (1992) ed “europeo”, ossia la bellissima Bayadere dell’Opera di Parigi. Belle da vedere insieme, queste due versioni, anche per godersi tutte le deliziose differenze tra quelle che sono due delle (se non LE) principali scuole al mondo.

 

 

 

 

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...