Cuscus del cavolo!

Che bella sorpresa, questo piatto! Il cavolfiore sminuzzato che diventa una specie di saporitissimo cuscus. È una cosa diversa, ovvio, ma davvero ci assomiglia, in apparenza. Però questo cuscus cavolato può essere mangiato anche da chi non può/vuole assumere farinacei o cereali, lasciando tutti soddisfatti. I pomodori secchi, poi, attenuano ulteriormente il sapore di cavolo, rendendo il piatto piacevole anche per i non amanti – e non è il mio caso! 🙂

Non l’avevo mai provato e ho scovato qualche ricetta qua e là per la preparazione. Ho scelto di farlo così, una roba di una banalità che quasi mi vergogno – ma che cacchio dico??? Avanti così!

Per due persone abbondanti, come antipasto:

  • 1 cavolfiore medio
  • spezie varie: curcuma, curry, timo, sale, pepe, olio evo quelle che ho scelto io
  • in superficie: pomodori secchi

Basta? Esatto!

Vi serve solo un frullatore e il gioco è fatto. E una breve cottura in padella.

Mettete una manciata di pomodori secchi a mollo nell’acqua bollente per circa 10-15 minuti.

Intanto lavate il vostro cavolfiore, tamponatelo con della carta, toglietegli le foglie e tagliate bene le varie cimette. Gettate le cimette nel frullatore e azionatelo finché non avete raggiunto una granella simile a quella del cuscus.

Scaldate dell’olio in una padella (tipo wok o simile) e quando è caldo versateci dentro il vostro cavolo-cuscussato. Mescolandolo, aggiungete le spezie: curcuma, curry, timo, pepe e infine sale. Versateci ancora un po’ d’olio e cuocete per pochi minuti, 6-7 sono più che sufficienti.

cuscus del cavolo cencecicin.com 02

A questo punto potete sciacquare i pomodorini secchi, buttarli nel frullatore e frullarli oppure tagliarli a pezzettini con le forbici o con il coltello.

È già fatto, sapete?

Se volete renderlo più carino, impiattatelo prendendo il vostro fido coppapasta, prima passato sotto l’acqua. Imbottitelo per bene di cavolo, premete con decisione per compattarlo bene e quindi sistemateci sopra una bella spolverata dei vostri pomodorini secchi.

Un goccio d’olio ed è pronto: goloso, leggero ma assolutamente nutriente. E bellissimo da vedere!

***

Non ci posso fare nulla se tutto questo rosso e tutto questo oro mi hanno fatto venire in mente il Pas de six (Grand Pas Classique Hongrois) di Raymonda, in questa deliziosa versione dell’Opera di Parigi. È un vero gioiello all’interno di un balletto che non è forse tra i più rappresentati (per complessità, durata, sfarzosità degli allestimenti) pur essendo un grande classico del repertorio otto-novecentesco: è una delle principali creazioni dell’uomo di tutti i balletti, Marius Petipa, sulle variopinte e avvolgenti musiche di Glazunov. Contiene, però, alcuni degli assolo di certo trai più rappresentati e noti. Soprattutto le mille, intricatissime variazioni della protagonista.

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