Legburger tutto con niente e tartare rosso arancio

No, non è un refuso. Il leg-burger si scrive così ed è prorio un piatto CenceNuje, ma di grandissima soddisfazione e con tante proteine: perché è fatto di leg-umi e senza alcun cereale aggiunto o farinacei, così accontentate anche chi ha qualche particolare esigenza alimentare. Tutto quello che vi serve per stare bene, con niente sforzo e pochissimi ingredienti.

Io l’ho accompagnata con quella che possiamo chiamare una tartare di verdure crude, fatta con peperoni, carote e zenzero fresco, che sta benissimo a fianco, ma anche sopra il legburger, se decidete di mangiarvelo con il pane.

Dunque, per il vegburger: con queste dosi ve ne vengono 9 con una formina coppapasta media

  • una scatola di ceci (240 g circa scolati)
  • una di legumi misti (idem)
  • una di lenticchie (idem)
  • semi di lino: 2 cucchiai
  • mandorle: 25 circa
  • basilico fresco
  • spezie a piacere: curry, curcuma, pepe, sale, coriandolo
  • olio evo

Per la tartare (per 3 persone come contorno, sempre misurando con coppapasta):

  • 2 carote medie
  • un peperone grande rosso
  • basilico
  • sale, pepe, olio evo
  • zenzero fresco da grattugiare

tre legumi cencecicin.comSciacquate i legumi bene bene sotto l’acqua corrente e rovesciateli nel frullatore. Aggiungeteci il basilico, tutte le spezie, il sale e l’olio e fate partire il frullatore a tutta velocità, finché i legumi saranno diventati cremosi e densi. Lasciate pure qualche “grumetto”, è buono e dà una bella consistenza all’impasto, che verserete in una terrina. Nello stesso frullatore potete poi frullare le mandorle riducendole quasi in farina per poi versarle sull’impasto, a cui aggiungete anche i semi di lino. Mescolate bene e aggiustate di sale e spezie a vostro gusto.

Accendete il forno a 180°.

 

Prendete la leccarda del forno e stendeteci sopra – eggià – della carta-forno (io ho preso quella naturale Ecor, l’avete provata?). Prendete il vostro coppapasta, passatelo sotto l’acqua e appoggiatelo sulla leccarda. A cucchiaiate stendete l’impasto del burger e premetelo per bene, compattandolo in uno strato di circa un paio di centimetri.

Oh, attenzione: così li ho fatti io, ma nessuno vi sgrida se fate a modo vostro, facendo delle polpettine o con il fapalle del gelato o a mano o con altri stampi. Insomma: sbizzarritevi!

Procedete a formare i vostri leg-burger uno accanto all’altro e quando sono pronti, se volete evitare la superficie secca, spennellateli con olio e sale.

Quindi infornateli per 25-30 minuti. Io vi direi anche di passare un po’ al grill negli ultimi 3-5 minuti, sapete? Così la superficie si incroccantisce.

Intanto che cuociono, preparate la vostra tartare.

Tagliate a cubotti le carote e il peperone e via nel frullatore, con basilico, olio, sale, pepe.

Non polverizzateli, frullate pochi secondi per volta, così controllate che la verdura vi resti a piccoli tocchettini delicati.

Quando sono delle dimensioni desiderate, versateli in un piatto e aggiustate di sale. Grattugiateci sopra, infine, dello zenzero fresco, basta un cubettino se non volete diventino troppo piccanti.

Se volete impiattare come nella foto, potete partire dalla tartare, usando sempre il coppapasta, passato sotto l’acqua corrente prima di ciascun utilizzo: questo permette a ciò che inserite di non rimanere appiccicato sulle pareti e di lasciarvi la formina di cibo intatta e perfetta. Fate attenzione che questa tartare può lasciare dell’acqua sul fondo, quindi cercate di eliminarla prima di raccogliere le verdure con il cucchiaio. Altrimenti vi bagna tutto il piatto, quando pressate le verdure all’interno del coppapasta. Se succede, ovviamente, io non mi preoccuperei tantissimo. Ho fatto cose peggiori. 🙂

Quando sono cotti i leg-burger, sollevateli con una paletta piatta e adagiateli sul piatto (sic!) di fianco alla tartare e decorate a piacere, per esempio con il mio immancabile sesamo nero.

In alternativa, potete anche costruire o versare la tartare sopra il burger o usare entrambi per imbottirci un bel paninazzo, come dicevamo noi che guardavamo Drive-in!

***

I colori terracei di questo vegburger mi hanno ricordato quelli dei costumi di Chroma, balletto che ho avuto l’onore di vedere live e nella sua primissima edizione 2006-2007 proprio dalla piccionaia del Covent Garden. Ovviamente rimasi strabiliata. Era così nuovo e tutt’ora è così affascinante, magnetico, danzato da alcuni tra i migliori ballerini classici al mondo che qui paiono percorsi da onde contemporanee quasi animalesche, tanto da far ruotare le teste, inarcare le schiene, piegare le braccia come se ci fosse una corrente invisibile a farne scattare l’impulso. Quello che è diventato il sigillo stilistico di Wayne McGregor, coreografo ardito e simpatico, tecnologico e intelligente, sempre alla ricerca, sempre sofisticatamente pop e anticipatore, che da quel giorno, capirete, ho adorato.

Chroma ha vinto, giustamente, un sacco di premi. Ha sempre un cast stellare. Ha le musiche dei White Stripes, trasfigurate dal mago Joby Talbot in una versione per orchestra, nata per stregare.

 

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