Déboulés carote e daikon

Non è un piatto tecnico della nouvelle cuisine, tranquilli. Ma questa cremina vellutata, dei déboulés del balletto richiama la preparazione, poiché richiede giri velocissimi in sequenza del frullatore a immersione. Lasciatemi un po’ fantasticare, su!

daikon cencecicin.comInoltre è un piatto molto proteico e pure leggero, perché ha solo carote, daikon, cannellini e zenzero. E qualche spezia saporite.
Ma che diavolo è il daikon? Fortunatamente c’è questa foto a sinistra. E c’è google. Tiè, beccatevi il “carotone” bianco giapponese dalle tante ottime proprietà – e delizioso sapore.

 

Pertanto, per 4 persone

  • circa 500 g di carote
  • un pezzo di daikon
  • 400 g circa di fagioli cannellini (li trovate bio e già lessati di Alce Nero, per esempio)
  • uno spicchio di zenzero fresco
  • curry, curcuma, pepe e olio per insaporire

Lavate e spazzolate bene carote e daikon e tagliateli a cubotti grossolani, copriteli di acqua in una pentola ampia (senza esagerare, basta che siano coperti). Mettete a bollire per 15-20 minuti, finché sono teneri.

cannellini cencecicin.comRisciacquate i cannellini e, quando mancano circa 5 minuti per carote e daikon, tuffate anche i cannellini in pentola. Finito di cuocere – potete anche aggiungere un po’ di brodo/dato vegetale se volete – buttateci lo zenzero pelato e  pronti a fare déboulés con il vostro frullatore a immersione. Quando è quasi tutto frullato, aggiungeteci un po’ d’olio e finite di frullare.

Si sarà formata una crema morbidissima e profumata, vedrete.

A questo punto aggiustate di sale e aggiungete pepe e curcuma. Mescolate accuratamente.

Quindi versate nei piatti o nelle scodelle e “decorate” con una spruzzata di curry in cima.

deboules carote e daikon 02 cencecicin.com

***

Ma prendiamo Agnès Letestu. E prendiamo Études, gloriosa coreografia di Lander che, in pratica, è un omaggio al balletto classico: porta in scena un estratto entusiasmante dell'”allenamento” quotidiano necessario ai ballerini, dalla sbarra ai più grandi, elettrizzanti virtuosismi al centro. Tutto quello che si deve ripetere, giorno dopo giorno, per essere al massimo in scena.

Ecco, vi dico subito che non è un balletto che sono in grado di fare proprio tutti, per essere eufemistici. Qui vi riporto la parte del brano che riguarda proprio i nostri magici déboulés. Vedete come si studiano, partendo piano (sono quasi più difficili quelli lenti, ma servono a imparare), per poi filare via velocissimi come dei missili. Come Sua Meraviglia Letestu, appunto.

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