Tenerelli di San Patrizio batata e cavolo nero

Pensavate che vi lasciassi a San Patrizio senza qualcosa di verde? E senza qualcosa di golosissimo, dal sapore misterioso e affascinante? Eccoci qui con i nostri tenerelli, perfetti per un antipasto, un primo, un contorno o per essere divorati senza ritegno in numero considerevole.

Dunque, per 6 stampini abbondanti (da muffin)

  • 450 g circa di batate (patate dolci “americane”)
  • 1 cucchiaio di semi di lino macinati da diluire in poca acqua
  • un cespone di cavolo nero (che è VERDE, of course)
  • sale, pepe, curcuma, curry, paprika e qualsiasi altro sapore vi piaccia per il cavolo nero
  • per sfarinare gli stampini: farina di mais (ma fate come volete, sappiate che è ottima)
  • per decorare: una mandorla per ogni stampino, semi di sesamo nero, valeriana (ma questo è tutto assolutamente opzionale e a vostro piacere)

Forno a 180/190°

Per questa ricetta mi sono ispirata a quella letta su un mensile di cucina… appena lo ritrovo ve lo segnalo. Là erano patate normali e spinaci. Ho scelto di declinare tutto in versione “esotica” con batata e cavolo nero, mettendoci del mio per decorare, eccetera.

Se scegliete il video, eccolo qua:

Altrimenti seguite queste righe.

Dunque: pelate, tagliate a cubotti e mettete a lessare in acqua salata le batate per un 15-20 minuti. Nel frattempo risciacquate il cavolo nero e tagliatelo a pezzetti. L’estremità separatela e buttatela, ma i gambi teneteli quasi per intero: semplicemente tagliate quella parte più sottilmente.

Accendete il forno a 180/190°.

Scaldate una padella con un po’ d’olio e quando è caldo tuffateci il cavolo nero tagliato e fatelo cuocere per una decina di minuti, insaporendolo verso la fine con quello che preferite: io ho scelto curcuma, pepe, peperoncino, sale. Negli ultimi minuti bagnatelo con un filo d’acqua, coprite con un coperchio, finite di cuocere, quindi spegnete e lasciate riposare senza coperchio.

Preparate il “sostituto dell’uovo“, ossia un cucchiaio di semi di lino diluito in poca acqua. Lasciate riposare e “gelificare” leggermente per una decina di minuti: è un ottimo modo per evitare di usare le uova, che qui peraltro non servono nemmeno – e poi appesantirebbero tutto. Inoltre i semi di lino sono dotati delle più straordinarie proprietà. Leggetene qui, per esempio, e usatene a più non posso.

Oliate quindi gli stampini e sfarinateli: io ho usato la farina di mais fioretto, finissima, che poi ha conferito un gusto croccantino delizioso alla superficie dei tenerelli.

Sarà dunque ora di scolare le batate! Mettetele poi in una terrina e frullatele per un po’, quindi aggiungete un po’ d’olio e di pepe. Unite quindi il composto di semi di lino e rifrullate o mescolate bene.

tenerelli batata e cavolo nero cencecicin.com

Ora unite anche il cavolo nero e mescolate con cura per amalgamarlo bene.

Dividetelo a cucchiaiate negli stampini e quindi infilateli in forno, dove dovranno stare per 20-25 minuti.

Una volta estratti, dopo qualche minuto rovesciateli sul piatto e guarnite a piacere. Hanno un sapore inatteso e golosissimo, piaceranno a tutti!

 

***

Bene, cari cencecicins. Al verde del cavolo nero (che è assolutamente VERDE) e al verde di San Patrizio… che verde balletto abbiniamo? Certo, quello più verde di tutti, ossia gli Smeraldi, dal trittico balanchiniano Jewels di cui abbiamo già parlato qualche ricetta fa. In fondo a quella ricetta trovate tutta la storia e i Rubini, qui sotto godetevi dunque gli Smeraldi. Con il Mariinsky, nel cui repertorio le coreografie di Balanchine entrarono solo più di recente, post “disgelo”. Ma io li scelgo lo stesso, perché sono meravigliosi sempre, nonostante, in questo caso, le evidenti differenze stilistiche rispetto alla grammatica balanchiniana vera e propria, che per i puristi strettissimi è solo quella americana del NYCity Ballet. Quindi noi ce ne freghiamo alla grande, perché facciamo bene. Ché con il Mariinsky si va sempre sul sicuro. Fidatevi.

(La musica è dolcissima, è Gabriel Fauré, la riconoscerete. E gli Smeraldi, all’interno del trittico, sono un omaggio alla Francia e al balletto romantico di scuola francese. Per approfondimenti, qui )

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