Pan(burger) & formadi

Ma cosa ci ha fatto, a noi, il pan e formadi? “Schiavitù” di ogni furlano che si rispetti, ma non solo, smuove giusto un languorino pungente come un raggio di sole che taglia la finestra a metà pomeriggio. Come siamo poetici, cencecicins. Ah!

Allora, qui la ricetta non è del formaggio, ovviamente, ma del pane che poi imbottiremo di formaggio oppure di burger oppure di quel cacchio che vi pare.

Ed è un pane integrale, ché è meglio. Non lo dico io, ma lo dicono tutti i nutrizionisti, basta che googliate, ché non voglio influenzarvi.

Vi dirò che c’è bisogno di tempo. Non tanto di pazienza, perché una volta impastato il gioco è fatto. Ma ha bisogno del suo periodo di meditazione e lievitazione. Per me tipo 8 ore. Eh, sì.

Dunque, se siete persone attive più di me, lo impastate al mattino prima di uscire, poi appena tornate a casa lo formate a pallina, lo rifate riposare un attimo e poi lo infornate. Oppure, se siete pigri o distratti anche da altre cose della vita come me, lo fate nel weekend e ciaoni grandi a tutti.

Ma veniamo a noi:

  • Farina integrale: 500 g
  • Lievito madre: 50 g (ma leggete le istruzioni sulla confezione del vostro lievito)
  • Acqua tiepida: quanto basta, ma almeno 200 cl
  • Olio evo 3 cucchiai
  • sale: 10 g (SOLO ALLA FINE)
  • impastatrice con il gancio o olio… dg (di gomito!)

Nella terrina versate farina e lievito madre e miscelateli per bene, quindi continuate a impastare aggiungendo l’acqua lentamente, poco alla volta, lasciando che tutto si amalgami bene finché l’impasto risulta molto morbido morbido, non bagnato ma piuttosto umido ed elastico. Quindi, sempre continuando a impastare, aggiungete l’olio e solo alla fine il sale (non prima, ché non va d’accordo con il lievito e mi rovinate tutto, ve’!).

Basta così, finita la fatica. Tutto qui. Spolverizzate il fondo e i bordi della terrina con un po’ di farina, formate una bella palla con il vostro impasto, quindi trovate un luogo idoneo per il riposo – che potrebbe essere il forno spento ma con la luce accesa e chiuso. Prima di lasciarlo riposare, coprite la terrina con uno strofinaccio che avrete prima bagnato con dell’acqua calda (e ovviamente strizzato a più non posso).

Andate al lavoro, fate un giro, dormite, fate un po’ quello che cacchio vi pare per 8 ore – se volete di più ok, ma non meno di 6, ché secondo me vi perdete tutto il buono.

img_20170204_134223_876Quindi riprendete la vostra terrina e troverete una bella sorpresa: la palla sarà diventata gi-gan-tes-ca!

Infarinate il tavolo di lavoro e rovesciateci l’impasto e con delicatezza “smontatelo“, appianando le bolle d’aria e stendendolo con le dita grossolanamente.

Quindi con un coppa-impasto, una rotella della pizza o qualcosa del genere, separatene dei pezzetti per formare delle palline,

Fate pure come dice questo signore qui, che va benissimo;

Fatte le palline, appoggiatele sulla leccarda del forno oliata o coperta di carta-forno (io ho ne ho usato un nuovo tipo naturale color avana) e lasciatele gonfiarsi ancora una mezzoretta – quindi lasciatele belle distanziate. Considerate che crescono un po’, ma crescono ancora in forno. Perciò regolatevi con le dimensioni per i burger che intendete fare (non le ho misurate, ma di 5-6 cm di diametro secondo me sono sufficienti, cicciose e carine).

Bene, accendete finalmente questo forno! A 180°. Statico, perché ce l’ho statico e non saprei darvi altre indicazioni. Quando è caldo, purché sia passata la mezzoretta di riposo per le palline (assieme alle nostre che ormai si sono pure rotte!), infilatecele dentro e puntate il timer a 20 min. Dopo 15 controllate, comunque, e tenetele finché cominciano a dorarsi.

Estraetele dal forno, fatele raffreddare e tagliatele. E finalmente imbottitele.

E quindi… tac! La sequenza slurposa:

Pane e formaggio, per esempio di capra…  già benissimo, ottimo e che bontà! Ma, se volete proprio esagerare, aggiungeteci pure un burger di vostro gusto, magari con sopra e sotto a del cavolo nero che avrete precedentemente spezzettato e saltato in padella con del peperoncino, e pure della senape. E… basta, che mi riassale la fam20170226_210905e!

(Ah, vi svelo un segreto. Siccome non sono wonderwoman, in queste foto statte vedendo, ebbene sì, un vegburger NON FATTO DA ME. Dannazione! Mi avete beccata. Confesso confesso confesso.

È uno di questi qui in parte, che a me piacciono molto e che trovo comodamente al Carrefour. Tiè. E chi ci ha tempo per fare tutto, chi???)

***

A una ricetta così lunga e con così tanta attesa – ma anche taaanta soddisfazione -, mi tocca abbinare almeno un balletto completo. E pensando che ieri hanno trasmesso live nei cinema La Bella Addormentata del Royal Ballet, in una versione meravigliosa, io ve ne piazzo qui un’altra, storica, sempre dei “miei tempi”, sempre meravigliosa e con la bellissima (e altri superlativi adulativi) Lezhnina, che io amo  profondamente. Eh, sì, sempre Mariinsky. Ma che ci posso fare se ci ho la fissa per tutto quello che è russo e in particolare pietroburghese, fissa di cui forse (ma forse) un giorno vi parlerò? Mettetevi comodi, ché tanto di tempo ne avete. Buona e bella lievitazione del vostro… ehm… peterburger. E buona e bella visione, cencecicins!

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