Weekend is: madre pizza, margherita friulo-sicula

Per fare la pizza, ho usato circa la ricetta del pane. Che non ho ancora postato. Ma continuiamo con l’incoerenza, dai. Partiamo al contrario.

Che cosa vi serve per l’impasto:

  • Farina integrale: 400 g (per una teglia da forno rettangolare
  • Lievito madre secco: 40 g (ma seguite le indicazioni della busta che scegliete)
  • Olio: 3 cucchiai circa
  • Acqua (tiepidina): quanta se serve per un impasto omogeneo e umidino
  • Sale (DA METTERE ALLA FINE): 7-8 g

Nota importante: 6-8 ore è il tempo che io dedico alla lievitazione, perché poi diventa tutto più buono e leggero e digeribile. Quindi magari preparatela al mattino per la sera o la sera (e la fate lievitare per tutta la notte) se volete farla a pranzo

Procedete così: in una planetaria pesate farina e lievito madre e poi cominciate a impastare, a mano o nell’impastatrice con il gancio, versando lentamente un po’ di acqua alla volta. Quindi aggiungete l’olio, mettetelo anche un po’ a occhio, senza esagerare, e continuate a impastare finché avrete ottenuto un panetto sodo ma anche umido. E’ bene che sia abbastanza umido l’impasto, perché poi, se andrete a fare le pieghe à la Bonci (qui trovate tante indicazioni utili della brava Rossella), ci aggiungerete progressivamente farina. Insomma: se decidete di fare le pieghe (per eliminare tutte le bolle d’aria) lasciate l’impasto più umido, se non le fate, un po’ meno, non appiccicoso ma nemmeno troppo asciutto. Quindi regolatevi bene con l’acqua, versandone poca per volta.

Solo alla fine unite il sale e finite di impastare: il sale ha la tendenza a non andare d’accordo col lievito, quindi lasciatelo sempre per ultimo.

Bene: infarinate la planetaria, piazzateci al centro il vostro impasto a cui avrete dato la forma di una palla e coprite la planetaria con uno strofinaccio umido (io lo passo velocemente sotto l’acqua calda e lo strizzo benissimo). Mettete questo pacchettino prezioso in un posto tiepidino e senza correnti d’aria, per esempio nel forno spento, ma con la luce accesa.

Le pieghe si fanno dopo la prima ora di lievitazione e se ne fanno almeno 3 a distanza di 20 minuti circa l’una dall’altra. Finite le pieghe si mette l’impasto a lievitare per 6 ore.

Io questa volta non le ho fatte e ho lasciato semplicemente lievitare per 8 ore.

Terminata l’attesa, riprendete l’impasto e rovesciatelo sul tavolo di lavoro che avrete precedentemente sfarinato. Stendetelo con le mani smorzando tutti gli sbuffi d’aria e aiutatevi un po’ con un mattarello, dandogli la forma della vostra leccarda da forno, in cui andrete a cuocerla. Fatela alta quanto vi piace: io preferisco 1-2 cm perché poi si gonfia ancora un po’ nel forno.

20170204_202715Piazzatela sulla leccarda e lasciatela riposare ancora mezzoretta. Nel frattempo accendete il forno a 200 gradi.
Poi io ci ho versato sopra la salsa di pomodoro, precedentemente arricchita di sale, pepe e olio evo. L’ho stesa bene con un cucchiaio e poi sopra ci ho piazzato, al posto della mozzarella, del Montasio furlano tagliato a cubettini, tanto e ben diffuso. Sopra ancora, ci ho sparpagliato dell’origano, gentilmente concesso da amici siciliani.

Beh, che aspettate? Infornatela, finalmente, e lasciatela cuocere per una ventina di minuti, finché è bella croccante e profumata. Quindi sfornate e divorate feralmente.

***

Preparo la pizza solo nel weekend: coi tempi di lievitazione così lunghi capite il perché. L’abbinamento dunque si presta alla visione della finale del Prix de Lausanne, uno dei maggiori concorsi internazionali di danza, da cui ogni anno si “laureano” giovani ballerini, destinati a entrare tra i grandi nomi del balletto di domani. Il Prix non è solo un concorso: è un’esperienza eccezionale di studio con alcuni tra i migliori insegnanti della terra, per una settimana. E’ una sfida ma è più un’anti-sfida, tra bravissimi. E’ il posto in cui rivaleggiare ma fare anche amicizia. E soprattutto imparare tanto. E trovare ottime occasioni per cominciare una carriera. La finale dura molto, è bellissima, e la trasmettono in streaming, per cui io me la sono vista mentre le pizza, lentamente, lievitava.

(vi incollo direttamente il link al loro canale Youtube, dove potete vedervi tutto. Perché merita. Basta cliccare sulla foto)

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