Torta agli agrumi, travolta dal cioccolato

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La ricetta di fondo l’ho presa da questo ottimo plumcake, che nel tempo è diventato 1) il mio dolce-tipo per qualsiasi occasione 2) la base utilissima da personalizzare.

In questa torta, dunque, ci troviamo in zona 2).

I miei ingredienti per 6 persone sono (con tutte le variazioni):

  • 150 g di farina integrale e 100 g di farina integrale di farro
  • 90g di zucchero integrale di canna
  • buccia grattugiata di un limone non trattato
  • buccia grattugiata di mezza arancia circa (sempre non trattata)
  • mezzo cucchiaino di vaniglia in polvere
  • una bustina di lievito per dolci
  • un pizzico di sale
  • 50g di olio di semi (io ho usato quello di riso, che tiene le alte temperature)
  • 200 g di latte: io ho usato quello di cocco in piccoli tetrapack Suzi Wan
  • 50 g di succo d’arancia

Per la decorazione cioccolatosa

  • 150 g di cioccolato fondente 85%
  • olio di cocco: 1 cucchiaino (FACOLTATIVO)
  • sciroppo d’agave: 1 cucchiaio (FACOLTATIVO)

Per la preparazione, vi rimando sempre alla ricetta base, tranne per il fatto che ho scelto di dare al dolce la forma di torta e non di plumcake. Ho usato uno stampo a cerniera non troppo grande. Vi va meglio a cerniera, perché poi è più facile estrarre il dolce per decorarlo.

NON ho usato carta da forno, ma ho oliato lo stampo e quindi l’ho infarinato per bene.

In forno come da ricetta base, a 180° per circa 35 minuti – ma fate sempre la classica prova dello stecchino.

Quindi lasciate raffreddare il dolce nello stampo e solo quando è a temperatura ambiente aprite la cerniera e passate la lama stesa di un lungo coltello alla base del dolce affinché possa staccarsi tutto intero senza rompersi. Stendete della carta forno sul piano di lavoro e poi posateci sopra la grata/griglia del forno: io la metto rovesciata in modo che resti un po’ più distante dal tavolo. Spostate sulla grata il dolce facendo attenzione che non si spezzi – in questi casi, aiuta molto la preghiera.

Quindi fate sciogliere del cioccolato fondente (sempre oltre il 70%) a bagnomaria o al microonde, sempre mescolando di tanto in tanto per amalgamare. Io, al cioccolato, ho aggiunto un cucchiaino di olio di cocco e un cucchiaio di sciroppo d’agave, ma se volete che la glassa si indurisca totalmente diventando super.croccante potete anche evitare cocco e agave. Ho letto da qualche parte che, perché la glassatura di cioccolato resti lucida, ne dovete sciogliere, mescolando a tratti, circa l’80%. Solo poi dovete spezzarci dentro la parte restante, solo dopo qualche minuto che avete tolto dal fornello il padellino, mescolando finché non si scioglie e si amalgama tutto.

Comunque…. una  volta sciolta la cioccolata, mettetela in un pentolino col beccuccio, ché è tutto più facile, e versatela sopra la torta, proprio al centro, lasciando che ricopra armoniosamente tutta la superficie fino a scendere ai lati – se cadrà sotto la grata, chissene! avete piazzato o no la carta forno? Ecco. Se volete, potete aiutarvi con la lama di un coltello o una spatoletta per stendere al meglio il cioccolato fuso sulla torta.

Quindi: lasciate freddare un po’ e quando non colerà più riprendete la torta, sempre pregando, e adagiatela sul piatto di portata. Finito. Potete respirare.

Abbiate fede, i può fare. Altrimenti vi resta sempre la blasfemia.

20161120_113815.jpg(Ah! Se vi avanza della cioccolata sciolta, potete versarla in una siringa per dolci a vostro piacere e disegnare dei cuoricini o altre figure decorative su una carta forno. Quando si saranno solidificate potrete staccarle senza problemi e utilizzarle per abbellire ulteriormente il dolce, che sarà comunque già bello e lucidissimo. E buonissimo).

***

Pensando agli agrumi, penso ai limoni. E… Sì. José Limón (Abbiate pietà).

Uno dei fondatori della danza contemporanea americana del Ventesimo secolo. Tanto da diventare un vero e proprio stile e una tecnica.

«This is a man that believes that progress can be made. And I believe that the progress he counted on was something about the human heart evolving towards a stage of higher consciousness and acceptance of what makes us human, of the transformative, the magical in his gesture. Something that has seen a great deal and still believes».

Lo dice, di Limon, quella meraviglia Bill T. Jones. Qui:

 

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