Cavolata di ceci

Si chiama così perché è una cavolata da fare, of course. Ma anche perché c’è il cavolo nero. Ahahah.

…vi servono (per fare un assaggino per 4 persone):

  • cavolo  nero: 4-5 foglie grandi o anche di più
  • ceci: 250 grammi – se prendete quelli in lattina, va bene la lattina, ci mettete un attimo, facendo attenzione non siano salati o non abbiano dentro schifezze varie. Altrimenti dovete pre-cucinare i ceci, lasciandoli a bagno in acqua per le ore indicate nella confezione e poi cuocendoli (ossia lessandoli) per circa 2 ore – sempre seguendo le indicazioni della confezione.
  • miscela COPeTS o qualsiasi altra spezia vi piaccia abbinare

Lavate bene il cavolo ed eliminatene le estremità dei gambi, ma solo una puntina. Quindi tagliatelo bene sul tagliere, a pezzettini abbastanza grossolani ma non tanto grandi, assottigliando sempre di più il taglio man mano che scendete verso il gambo – che andrà tagliato in pezzettini di meno di un centimetro. Io uso anche le forbici, per questa operazione, e ci metto pochissimo.

Quindi: padella, olio, fuoco medio. Quando l’olio è caldo, buttateci dentro il cavolo tagliato e “condite” a piacere – io ho usato pepe, curcuma, timo e sale alla fine, ma potete sbizzarrirvi (secondo me con i ceci è interessante anche a la menta, anche se mi dicono dalla regia che io metterei menta dappertutto. Però fidatevi di me e non della regia). In circa 8-10 minuti, a seconda di quanto vi piace croccante, è pronto.

Dopo circa 5  minuti, aggiungete i ceci lessati (se sono in lattina, assicuratevi di averli prima ben risciacquati) e continuate a mescolare e a farli ben saltare insieme al cavolo.

Assaggiate sempre e quando è tutto tenero e insieme croccante togliete dal fuoco e servite.

Ci sta benissimo con dei cubetti di feta, tra l’altro. Io la butto lì.

***

Pensare a una cosa  “da poco”, nella danza, fa ridere. Perché è sempre, tutto, fottutamente difficile. Però nell’immaginario collettivo c’è questa cosa che, nella Bella Addormentata, la Fata Canarino, nel prologo, sia facile. Ecco, fatela così, come Anastasia Stashkevich, e poi ne riparliamo.

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