Cous cous al tè matcha con legumi al cardamomo e crema di zucca

img_20161112_225810Insomma avevo fatto questa crema di zucca, la sera prima. Slurposissima. Vuoi lasciarla ammuffire? No! Vuoi mangiarla così? Banale! Ecco allora la ricettina che comincia dalla fine.

Le dosi sono per quattro, più che abbondanti. Se poi sono servite nella versione compatta di questa foto, ne escono abbondantissime. Ma se proprio avanza è buono per la sera e pure per il giorno dopo. No worries.

Tempo: mezz’ora/45 min

Roba da comprare:

  • 250 g di couscous di quello Altromercato, che ha i grani più grossi e non appiccica come gli altri (io l’ho trovato al nuovo Eurospar nell’area commerciale vicino al terminal studenti, in via Mons. Nogara)
  • Una scatola di ceci
  • Una scatola di piselli
  • Tè matcha – io ho questo – un paio di cucchiaini
  • Cardamomo in polvere – un cucchiaino abbondante, ma andate a gusto
  • Olio d’oliva
  • Timo
  • Sale
  • Pepe
  • Curcuma
  • Zenzero (fresco meglio) – se non vi piace la cipolla
  • Zucca, tagliata a cubetti di circa 3×3 cm. Una quindicina
  • 2 patate piccole

Ferri del mestiere:

  • minipimer a immersione
  • coppapasta (si può fare anche con una coppetta, ma io lo trovo più difficile)
  • biberon da cucina, se ne sentite il bisogno

Per la crema di zucca:

In acqua fredda ho messo a bollire le patate, pelate e tagliate a cubetti grossolani, per circa 15/20 min (finché non erano belle tenere bucandole con la forchetta). L’acqua le deve solo coprire, non ne serve tanta – altrimenti va eliminata dopo.
A 10 min, ho aggiunto anche i cubotti di zucca.
Provate con la forchetta: quando sono tutti belli teneri e l’acqua si è asciugata un po’, passate tutto, così come sta, al minipimer, aggiungendo a filo un giro di olio d’oliva.
Aggiungete sale e pepe e rimescolate bene con il minipimer. Assaggiate se vi sembra abbastanza saporito e altrimenti aggiustate. Mettete da parte per dopo.

Per il couscous:

La “tecnica” con il matcha l’ho imparata dallo chef Max Noacco del ristorante Al Tiglio veg di Moruzzo. Mettete in una terrina il couscous e cospargetelo di polvere di matcha. Mettete a bollire l’acqua (abbondante) e salatela leggermente. Quando è molto calda – non serve bollente – spegnete il fuoco e versatela nella terrina fino a ricoprire per bene il couscous (basta fino a un dito sopra). Coprite con un coperchio o della stagnola e lasciate che si cuocia e si gonfi per bene, per una decina di minuti. Quando riaprirete il coperchio troverete l’acqua completamente assorbita e il couscous bello ciccione e sfumato di verde. Versateci un filo d’olio e sgranate premendo con una forchetta, finché i grani sono ben separati.

Ma non è che state lì fermi 10 minuti a guardare il couscous che si gonfia, no? Una volta coperto, preparate il “sugo“. In una padella con i bordi abbastanza alti (tipo wok, su per giù), fate scaldare l’olio e quando è caldo fate un soffrittino: cipolla a chi piace, sennò zenzero fresco grattugiato – ne basta un cubetto. Quando è caldo, versateci dentro ceci e piselli, che avrete ben risciacquato sotto acqua corrente. Io ho usato infatti quelli in latta della Ecor. Spadellateli per bene con pepe, curcumatimo (quella che io chiamo miscela COPeTS) infine profumate con la polvere di cardamomo. Il sale alla fine. Nel frattempo il couscous sarà pronto e potete rovesciarlo nella padella cardamomica e mescolare tutto insieme per bene, finché è omogeneo. Assaggiate e aggiustate spezie, sale e pepe a vostro gusto.

biberon.jpgÈ ora di impiattare: riscaldate di nuovo la crema di zucca. Se avete mani da chirurgo, versatene un mestolo al centro di ogni piatto (io ho usato quelli piani). Se invece, come me, siete impediti, versate la crema dentro un biberon da
cucina tipo questo qui a sinistra e quindi “spremetelo” al centro di ogni piatto, fino a fare una sorta di sole o di C, come più vi piace. Quindi, prendete un coppapasta – io ho usato una roba come questa qui a sotto a destra, di circa 8 cm di diametro -, passatelo al volo sotto acqua fredda, appoggiatelo al centro del vostro sole o sul bordo interno del vostro spicchio di luna di zucca e imbottitelo per bene con il couscous. coppapasta.jpgPremete con decisione sopra perché si compatti e poi sfilate il coppapasta senza paura ma anche senza violenza. Il cilindretto dovrebbe reggere. Consiglio: meglio avere più coppapasta per imbottirli tutti insieme nei vari piatti e poi sfilare tutto all’ultimo, così potete portarli tutti in tavola contemporaneamente, come la dea Calì.

Sopra, versateci sopra ancora un po’ di crema di zucca e decorate a piacere: io ho scelto del sesamo nero perché ne ho in casa una confezione famiglia e lo finirò nel 2027, ma potete fare anche qualche ghirigoro con l’aceto balsamico oppure tostare delle noccioline o dei semi di zucca o entrambi, disintegrarli con un pestello e spolverizzarli sul piatto a vostro piacere.

Servite… prima che la scultura crolli!

***

Questa ricetta nasconde tante sfumature di sapore sorprendenti e ingredienti tipici del Mediterraneo, del Nordafrica e del Medioriente (e pure dell’Oriente vero e proprio). E ha bisogno dei suoi tempi per essere preparata. Perciò pensavo a una “colonna sonora e ballata” lunga, giusta per tornare (o sbucare per la prima volta) nello strabiliante mondo di Ohad Naharin. Coreografo israeliano contemporaneo di culto, ha ideato Gaga, la sua originalissima grammatica stilistica, sviluppata lungo il suo percorso artistico con la Batsheva Dance Company, che vedete qui. E beccatevi un classico, DecaDance, giusto giusto per farvi restare lì, innamorati cotti e croccanti, come s(c)emi di sesamo.

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